economia circolare

Economia circolare e Recovery Fund. L’intervista del prof. Matteo Benozzo a Rai 3

L’UE ha avviato ben il 62 per cento delle iniziative intraprese nel mondo nel campo dell’economia circolare. Solo in Italia questo comparto vale 345 miliardi e due milioni di occupati. Nel focus di TGR RegionEuropa, le prospettive economiche delineate da Matteo Benozzo, professore di Diritto Ambientale all’Università di Macerata: «I fondi del Recovery Fund che si innestano con il Green New Deal sono una grande opportunità. Possono essere investiti per le imprese, per un rinnovamento tecnologico, per un miglioramento delle strutture e delle infrastrutture che siano necessarie alle imprese per migliorare la propria competitività» Il video di Rai3 (dal min. 2.00)

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Circular economy, una grande occasione. Le riflessioni del prof. Francesco Bruno

Sul quotidiano economico Milano Finanza, Francesco Bruno, professore ordinario di Diritto Ambientale al Campus Bio-Medico di Roma e partner dello Studio Legale Pavia e Ansaldo, ha spiegato perchè l’economia circolare rappresenta un fiore all’occhiello in Italia. “Poche settimane fa il parlamento italiano ha recepito le direttive europee denominate Circular Economy Package, un insieme di quattro atti con i quali l’Unione Europea intende innalzare la quantità e la qualità degli obiettivi in tema di economia circolare e che diventerà uno dei pilastri del Green Deal europeo. Si tratta di un passaggio fondamentale per promuovere la transizione verso questo nuovo tipo di economia, favorire il ridisegno dei processi industriali in questa nuova ottica e promuovere la transizione da una «gestione dei rifiuti» a una «gestione sostenibile dei materiali»”, sostiene il professore. “Il nostro Paese – spiega ancora Bruno – continua a primeggiare tra le grandi nazioni europee. L’indotto dell’economia circolare in Italia supera quello di Germania, Francia, Spagna e Polonia. Questa leadership si lega a un carattere distintivo del popolo italiano: la creatività e l’arte di arrangiarsi. E va a smentire un luogo comune: l’incapacità di fare sistema. Perché in questo caso tante aziende sono riuscite a unire le forze per ricavare vantaggi comuni. Questa posizione, in un mercato che in Italia vale circa 345 miliardi di euro e due milioni di occupati (dati del rapporto La bioeconomia in Europa, della Direzione Studi e Ricerche di Intesa Sanpaolo, in collaborazione con Assobiotec e il Cluster Spring) ci posiziona più in generale come economia verde al terzo posto in Europa alle spalle di Germania (414 miliardi) e Francia (359 miliardi). Le nuove norme puntano a migliorare l’ambiente (con una riduzione media annua delle emissioni di 617 milioni di tonnellate di CO2 equivalente) e a riutilizzare e riciclare il 65% dei rifiuti urbani entro il 2035, a fronte del 50% circa del 2010. Nel nostro Paese potrebbero avere un impatto positivo sull’occupazione di almeno 500mi1a posti di lavoro in più. Una grande occasione, dunque, rispetto alla quale il Sistema Italia dovrà farsi trovare pronto, sfruttando al meglio la posizione di vantaggio ai blocchi di partenza”. Qui per leggere il contributo integrale.   (11 novembre 2020)

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Caos rifiuti a Roma, prof. Francesco Bruno: «Non ci sono alternative al commissariamento. Unica vera politica è economia circolare». Intervista a Il Tempo

“È l’occasione giusta per allineare la Capitale all’obbligo della raccolta differenziata. Si deve puntare sugli eco distretti e sull’economia circolare”  Il quotidiano Il Tempo intervista il professor Francesco Bruno, docente di Diritto ambientale presso l’Università Campus Bio-Medico di Roma e partner dello studio legale Pavia e Ansaldo, sul caos rifiuti nella Capitale, dove è in atto una nuova emergenza. Secondo il professore e giurista, «oltre che dal punto di vista igienico-sanitario, oramai ci sono anche tutti i requisiti giuridici affinché il Governo commissari la gestione dei rifiuti a Roma, imponendo l’immediata ripulitura della città in tempi brevissimi e la riorganizzazione del sistema di raccolta in tempi medi. Perché così, oramai, non si può più andare avanti con questo sistema fallimentare». Bruno spiega infatti che «il Ministero per l’Ambiente farebbe bene a valutare la nomina di un commissario ad hoc per una scelta di indirizzo nazionale in grado di evitare anche l’eventuale rischio di una procedura di infrazione da parte dell’Unione europea. Il Campidoglio potrebbe esercitare un potere enorme, anche in qualità di azionista di controllo di una società in house come Ama, che in quanto società pubblica ha il dovere di perseguire lo scopo di un servizio efficiente senza l’assillo del profitto. Senza dimenticare, peraltro, che il Comune dovrebbe agire anche in qualità di ente appaltante del servizio, esigendo il rispetto del contratto e ponendo fine alle condotte inadeguate che hanno portato a questa ennesima emergenza da cui bisogna uscire immediatamente». Il professore sulle tempistiche per uscire dall’emergenza è ancora più netto:«Davanti a potenziali rischi per la salute il Governo non potrà non intervenire. Anche per questi motivi la situazione non può più essere lasciata solo nelle mani di Ama, che sta dimostrando mancanze enormi dal punto di vista ambientale fino ai limiti dell’emergenza igienico-sanitaria». Secondo Francesco Bruno, il pugno duro e l’azione immediata da parte di Governo e Regione sulla gestione dei rifiuti a Roma potrebbero rappresentare «l’occasione di allineare la capitale a quella che non è una facoltà, ma un precipuo obbligo: la raccolta differenziata». «Perché – spiega il legale – se entro 2, massimo 3 anni, Roma non passerà dall’attuale raccolta differenziata, che oscilla tra il 40 e il 45%, ad una percentuale oltre il 70% come accade nelle altre capitali europee, si rischierà sempre, inevitabilmente, un collasso del sistema di raccolta e smaltimento dei rifiuti urbani, con le pesanti conseguenze di tipo sanitario ed economico paventate ora». E per una Roma a rifiuti zero di cosa abbiamo bisogno? Il Professor Bruno ha le idee chiare: «Mancano innanzitutto gli impianti sufficienti per poter fare un livello adeguato di raccolta differenziata. Roma attualmente ha ancora una quota troppo elevata di rifiuti indifferenziati, spediti in gran parte fuori Regione o nazione per essere trattata negli impianti che qui scarseggiano. E alcuni impianti Tmb sono anche fermi: resta da capire in quali tempi possono essere rimessi in funzione. Quel modello San Francisco paventato dal sindaco Raggi si è rivelato una mera promessa elettorale dopo 3 anni di gestione fallimentare». «Ciò che realmente serve – conclude Bruno –  è un nuovo paradigma di gestione che introduca gli eco-distretti. Perché l’unica vera politica è l’economia circolare». Qui per leggere l’intervista completa.

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Emergenza rifiuti nella Capitale ed economia circolare. Tgcom24 intervista il prof. Francesco Bruno

Ospite a Tgcom24, il professor Francesco Bruno, docente di Diritto ambientale all’Università Campus Bio-Medico di Roma e partner dello studio legale internazionale Pavia e Ansaldo, commenta le conseguenze dell’incendio del Tmb di Rocca Cencia e l’emergenza dei rifiuti a Roma, analizzandone le cause e proponendo le possibili soluzioni. (30 marzo 2019)

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