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Milano Finanza - Francesco Bruno: un termovalorizzatore a Roma una soluzione per la riconversione ecocompatibile del sistema produttivo

Milano Finanza – Francesco Bruno: un termovalorizzatore a Roma una soluzione per la riconversione ecocompatibile del sistema produttivo

Guerra in Ucraina e crisi delle materie prime potrebbero rappresentare per il Paese una importante occasione di riconversione ecocompatibile del sistema produttivo nazionale, attesa oramai da anni. In questo progetto rientra ovviamente anche il tema della gestione dei rifiuti. Un nuovo paradigma di politiche ambientali sembrerebbe emergere dalla proposta del Sindaco di Roma Roberto Gualtieri, che comprenderebbe la costruzione di un termovalorizzatore per la Capitale. In un intervento sul quotidiano Milano Finanza il prof. Francesco Bruno, founding partner di B – società tra avvocati, ha analizzato sviluppi e criticità dell’operazione. Clicca qui per leggere l’articolo.

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Circular economy, una grande occasione. Le riflessioni del prof. Francesco Bruno

Sul quotidiano economico Milano Finanza, Francesco Bruno, professore ordinario di Diritto Ambientale al Campus Bio-Medico di Roma e partner dello Studio Legale Pavia e Ansaldo, ha spiegato perchè l’economia circolare rappresenta un fiore all’occhiello in Italia. “Poche settimane fa il parlamento italiano ha recepito le direttive europee denominate Circular Economy Package, un insieme di quattro atti con i quali l’Unione Europea intende innalzare la quantità e la qualità degli obiettivi in tema di economia circolare e che diventerà uno dei pilastri del Green Deal europeo. Si tratta di un passaggio fondamentale per promuovere la transizione verso questo nuovo tipo di economia, favorire il ridisegno dei processi industriali in questa nuova ottica e promuovere la transizione da una «gestione dei rifiuti» a una «gestione sostenibile dei materiali»”, sostiene il professore. “Il nostro Paese – spiega ancora Bruno – continua a primeggiare tra le grandi nazioni europee. L’indotto dell’economia circolare in Italia supera quello di Germania, Francia, Spagna e Polonia. Questa leadership si lega a un carattere distintivo del popolo italiano: la creatività e l’arte di arrangiarsi. E va a smentire un luogo comune: l’incapacità di fare sistema. Perché in questo caso tante aziende sono riuscite a unire le forze per ricavare vantaggi comuni. Questa posizione, in un mercato che in Italia vale circa 345 miliardi di euro e due milioni di occupati (dati del rapporto La bioeconomia in Europa, della Direzione Studi e Ricerche di Intesa Sanpaolo, in collaborazione con Assobiotec e il Cluster Spring) ci posiziona più in generale come economia verde al terzo posto in Europa alle spalle di Germania (414 miliardi) e Francia (359 miliardi). Le nuove norme puntano a migliorare l’ambiente (con una riduzione media annua delle emissioni di 617 milioni di tonnellate di CO2 equivalente) e a riutilizzare e riciclare il 65% dei rifiuti urbani entro il 2035, a fronte del 50% circa del 2010. Nel nostro Paese potrebbero avere un impatto positivo sull’occupazione di almeno 500mi1a posti di lavoro in più. Una grande occasione, dunque, rispetto alla quale il Sistema Italia dovrà farsi trovare pronto, sfruttando al meglio la posizione di vantaggio ai blocchi di partenza”. Qui per leggere il contributo integrale.   (11 novembre 2020)

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Rifiuti a Roma, Matteo Benozzo: «Decisioni rapide per uscire dalla crisi altrimenti meglio il commissariamento». Intervista a Il Tempo

Caos rifiuti nella Capitale. La Regione ha lanciato l’ultimatum: o Roma individuerà i siti per lo smaltimento dei rifiuti o altrimenti sarà commissariamento. Lo spiega anche il professor Matteo Benozzo, docente di Diritto ambientale all’Università di Macerata e partner dello studio legale Pavia e Ansaldo, nell’intervista a Il Tempo Quotidiano: «La giunta Raggi dovrebbe liberarsi delle posizioni radicali, assumere decisioni concrete per assicurarsi che quel “dinamismo immobile” che da sempre caratterizza l’operato di questa Amministrazione in materia di rifiuti venga sostituito da un “dinamismo efficiente” e dalla definitiva soluzione della questione». «Se il Comune – sottolinea ancora Benozzo – non dovesse assumere decisioni e nemmeno ipotizzare l’individuazione di nuovi siti di stoccaggio, la Regione darà probabilmente seguito a quanto già indicato e anticipato: l’attivazione dei poteri sostitutivi e, quindi, il commissariamento di fatto del Comune in materia». «Questa Amministrazione potrebbe ancora evitare il commissariamento, se non altro per solidità dei numeri in Campidoglio. L‘atteggiamento, però, non è facilmente decifrabile nelle intenzioni finali. Sembrerebbe che l’ideologia abbia preso il sopravvento sul realismo necessario alla gestione della vicenda. Se dovesse ulteriormente degenerare solo un aiuto commissariale potrebbe forse risolvere la questione», chiarisce il professor Benozzo. Le alternative? «Non è detto che la resa dell’Amministrazione capitolina debba portare automaticamente alla nomina di un commissario straordinario. Regione e Ministero dell’Ambiente potrebbero ancora intervenire con i loro poteri sostitutivi. Certo è che quando la politica smette di gestire la cosa pubblica, solo i tecnici sono in grado di superare gli ostacoli ideologico-sociali e realizzare quanto necessario per risolvere i problemi». Qui per leggere l’intervista integrale

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Emergenza rifiuti nella Capitale ed economia circolare. Tgcom24 intervista il prof. Francesco Bruno

Ospite a Tgcom24, il professor Francesco Bruno, docente di Diritto ambientale all’Università Campus Bio-Medico di Roma e partner dello studio legale internazionale Pavia e Ansaldo, commenta le conseguenze dell’incendio del Tmb di Rocca Cencia e l’emergenza dei rifiuti a Roma, analizzandone le cause e proponendo le possibili soluzioni. (30 marzo 2019)

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“Emergenza rifiuti a Roma, sistema al collasso”. Il Tempo intervista il prof. Francesco Bruno

«Se entro 2, massimo 3 anni Roma non passerà dall’attuale raccolta differenziata, che oscilla tra il 40 e il 45%, ad una percentuale oltre il 70 si rischierà inevitabilmente un collasso del sistema di raccolta  e smaltimento dei rifiuti urbani con pesanti conseguenze di tipo sanitario ed economico. Perché il rogo divampato domenica scorsa all’impianto per il trattamento meccanico biologico dei rifiuti di Rocca Cencia potrebbe rivelarsi potenzialmente più grave di quello avvenuto a dicembre scorso nel Tmb di Via Salaria». Così il professor Francesco Bruno, docente di Diritto ambientale all’Università Campus Bio-Medico di Roma e partner dello studio legale internazionale Pavia e Ansaldo, nell’intervista rilasciata al quotidiano “Il Tempo”, dopo l’incendio divampato all’impianto Tmb di Rocca Cencia. Qui per leggere l’articolo   26 marzo 2019

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